Gentile Direttore, in relazione all’articolo dal titolo “Quando l’ISMES monitorava le grandi opere. La staticità del ponte Morandi studiata in città”, che riporta informazioni imprecise sulla nostra azienda, le saremmo
grati se volesse offrirci uno spazio, di pari visibilità, per la pubblicazione della nostra replica. Rispetto alle inesattezze, ci riferiamo in particolare alla frase “ma il suo ruolo è andato col tempo scomparendo”, affermazione, come potrà leggere di seguito, non rispondente alla realtà dei fatti. L’articolo in questione è stato pubblicato sull’Eco di Bergamo del 24 agosto 2018, a firma S.C.

ISMES: PIÙ FATTURATO, NUOVI CLIENTI E ASSUNZIONI

Bergamo 24 agosto 2018 - Sin dall’acquisizione del 2004, il Gruppo CESI ha sempre considerato ISMES come una delle componenti più importanti della sua offerta di servizi, investendo nella società sia in termini economici che di competenze. Sulla spinta di questi investimenti, ISMES ha rafforzato ancora di più la sua posizione nel settore, divenendo riferimento mondiale per l’ingegneria strutturale e geotecnica, il monitoraggio civile e ambientale, la progettazione di interventi di messa in sicurezza e bonifica così come nel campo della valutazione dei rischi ambientali e del territorio. Di recente, questa posizione è stata ulteriormente consolidata attraverso l’acquisizione di ISTEDIL, sempre da parte di CESI. L’acquisizione ha
consentito infatti a ISMES di ampliare le proprie competenze, aggiungendovi la certificazione, la qualificazione tecnica e il test dei materiali.

In particolare, nell’ultimo quinquennio CESI si è impegnata nello sviluppo di ISMES sia attraverso nuove assunzioni (21% dell’attuale forza lavoro), in controtendenza in un periodo di crisi occupazionale come quello attuale, sia investendo nel miglioramento degli asset tecnologici, con oltre un milione di euro.

Questa strategia ha portato a importanti risultati, con una crescita del 16% nel valore della produzione, dovuto in massima parte alle attività della sede di Bergamo, e del 46% degli ordinativi, sempre nel quinquennio 2013-18.
Al di là dei numeri, la crescita di ISMES negli ultimi anni è ben rappresentata dalla fiducia accordatale da nuovi grandi clienti come ANAS, Atlantia (SPEA, Autostrade per Italia, Gruppo SAT, Pavimental, Costa Nera),
RFI, ENDESA, ENI, ERG, ACEA, SOGIN, oltre che dal Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio.

In particolare, tra il 2006 e il 2018, ISMES ha progettato ed eseguito l’installazione di circa 90 sistemi di monitoraggio dinamico permanente su edifici e opere di interesse pubblico e strategico quali municipi,
scuole, ospedali, ponti e dighe.

Forte dell’esperienza maturata nell’ambito delle dighe e delle grandi opere strategiche, ISMES ha ulteriormente potenziato le proprie competenze nella progettazione e nell’installazione dei sistemi di monitoraggio, sia strutturale sia relativo a fenomeni di dissesto (es.: frane e fragilità territoriali diffuse) e anche nella teleassistenza e nell’interpretazione, in continuo, dei dati raccolti per il monitoraggio di eventi meteorologici, portando così un contributo fattivo al tema del contrasto al dissesto idrogeologico del
nostro Paese.

ISMES, con il suo Centro di Monitoraggio e Teleassistenza, inoltre, elabora circa 100.000 dati acquisiti ogni giorno dai 920 sensori delle stazioni meteo-nivologiche posizionate su tutto l’arco alpino, tutelando così le comunità locali dal rischio di valanghe. Nel 2017 la collaborazione con il Comando Truppe Alpine di Bolzano e Regione Abruzzo ha portato anche all’installazione della prima stazione meteo-nivologica sul Gran Sasso. Un importante passo avanti nella prevenzione dei rischi e nel miglioramento della sicurezza in montagna.

Oltre a ciò, sono circa 20.000 i record quotidianamente acquisiti sui 19 milioni di metri cubi di versanti in frana che incombono complessivamente sul territorio della Valle d’Aosta e che ISMES analizza per garantire la sicurezza.

Non da ultimo, ISMES rileva capillarmente e gestisce ogni anno 3 milioni di record relativi alla caduta dei fulmini su tutto il territorio nazionale. Un patrimonio di dati unico in Italia e molto utile anche come indicatore di frane da alluvione.

Insomma, ISMES non è certo un’azienda in disarmo ma, al contrario, gode di ottima salute e continua a svolgere attività essenziali per il Gruppo CESI e per i suoi tanti clienti.