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CESI su Repubblica Affari & Finanza

CESI su Repubblica Affari & Finanza
19 . Dec . 2025

La transizione energetica italiana entra in una fase di maggiore maturità: non è più sufficiente autorizzare nuovi gigawatt, ma diventa decisivo realizzare impianti di qualità, tecnicamente solidi e pienamente integrabili nel sistema elettrico. È quanto sottolinea Matteo Biello, Direttore Italia di CESI Consulting, in un’analisi pubblicata su Repubblica Affari & Finanza.

In linea con il PNIEC 2024, l’Italia ha fissato obiettivi ambiziosi di sviluppo delle fonti rinnovabili entro il 2030. Tuttavia, tra i target e la realizzazione concreta dei progetti permane un divario significativo, dovuto a complessità tecniche, iter autorizzativi articolati e a una qualità progettuale non sempre adeguata.

«L’efficacia della transizione energetica non si misura solo dai gigawatt autorizzati, ma soprattutto da quanta nuova energia è immessa stabilmente in rete», afferma Biello. In questo contesto, i nuovi meccanismi competitivi – come l’asta FER X e le prossime gare MACSE – segnano un cambio di paradigma: non premiano più solo la capacità installata, ma l’affidabilità e la maturità dei progetti.

Studi di fattibilità accurati, analisi tecnico-economiche rigorose, modellistica avanzata e soluzioni di connessione realistiche diventano elementi imprescindibili per ridurre i rischi e garantire la bancabilità degli impianti.

«La transizione energetica sta entrando concretamente in una fase più matura. In questo contesto, le infrastrutture ‘classiche ma moderne’ come l’idroelettrico più il pompaggio, accumuli e repowering sono centrali. Come CESI, ci impegniamo quotidianamente a dotare questo tipo di progetti delle essenziali competenze per contribuire concretamente alla transizione energetica del nostro Paese», conclude Francesco Carnevale, Direttore Hydro & Infrastructure di CESI Consulting.

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